Il settore del Facility Management è alla vigilia di una trasformazione significativa per quanto riguarda i servizi di pulizia interna. La revisione dei criteri Ecolabel UE sta passando dalla fase di analisi a quella propositiva, segnando un netto distacco tra l’attuale User Manual (UM), basato sulla Decisione (UE) 2018/680, e il nuovo Technical Report (TR1) del 2026.

Ecco le differenze sostanziali che ogni operatore del settore dovrebbe conoscere:

1 – Da struttura rigida a visione tematica

L’attuale User Manual organizza i criteri in una lista lineare divisa semplicemente in Obbligatori (M1-M7) e Facoltativi (O1-O12), mentre il nuovo Technical Report propone una ristrutturazione tematica in quattro pilastri: Gestione Generale (GM), Approvvigionamento (PC), Energia e Clima (EC) e, per la prima volta, Criteri Sociali (SC).

Si tratta di una nuova architettura, in grado di riflettere meglio la gestione delle prestazioni ambientali e sociali nelle operazioni quotidiane.

2 – Allineamento al mercato e codici NACE

Mentre nel vecchio manuale venivano impiegate definizioni di “pulizia ordinaria” basate su frequenze temporali talvolta arbitrarie, il TR1 allinea rigorosamente l’ambito di applicazione al codice NACE 81.21.

In questo modo viene garantita maggiore trasparenza e coerenza con le statistiche industriali europee, includendo esplicitamente elementi esterni correlati, come ad esempio i telai delle finestre.

3 – La rivoluzione dei criteri sociali

Una delle innovazioni più rilevanti riguarda l’introduzione della dimensione sociale. Se l’attuale User Manual si concentra quasi esclusivamente sugli impatti ambientali, in particolare quelli legati ai prodotti chimici e alle operazioni, il Technical Report amplia la prospettiva includendo una sezione specifica (SC).

Questa nuova area valorizza aspetti come l’organizzazione del lavoro, l’erogazione di formazione retribuita oltre gli standard minimi e la promozione del dialogo tra azienda e lavoratori.

4 – Semplificazione amministrativa e verifica

Il passaggio dal vecchio manuale al nuovo report tecnico va nella direzione di una maggiore semplificazione amministrativa.

Per quanto riguarda i prodotti chimici privi di etichetta Ecolabel, le verifiche si baseranno unicamente sulle Schede di Sicurezza (SDS), nel rispetto del regolamento REACH, eliminando così la necessità delle articolate dichiarazioni dei fornitori richieste in precedenza.

Allo stesso tempo, sono stati eliminati alcuni criteri ritenuti poco efficienti, come la gestione dei rifiuti presso i siti dei clienti, poiché considerati poco applicabili e non proporzionati ai reali benefici ambientali ottenibili.

5 – Focus su trasporti ed energia

Il Technical Report introduce criteri più stringenti in materia di efficienza energetica. Se in precedenza venivano valorizzate in modo generico le flotte aziendali, la nuova impostazione privilegia l’utilizzo di mezzi a zero emissioni, come veicoli elettrici e cargo bike

Inoltre, viene inserito un nuovo requisito legato all’approvvigionamento di energia: le sedi dell’appaltatore dovranno dimostrare l’acquisto di elettricità da fonti rinnovabili, un elemento che non era previsto nelle versioni precedenti.

In conclusione, per le società di Facility Management, il passaggio al nuovo framework delineato dal Technical Report non sarà solo una sfida di compliance, ma un’opportunità per dimostrare un concreto impegno in favore della sostenibilità, integrando e bilanciando la tutela del lavoro con quella dell’ambiente.

di Alessandro Musumeci
Aprile 2026